Nucleare, Girotto (M5S): passi avanti decisivi sulla bonifica dei siti interessati

Nucleare, Girotto (M5S): passi avanti decisivi sulla bonifica dei siti interessati

Roma, 18 dicembre 2019 – “Quello di oggi è un importante passo in avanti per le attività di messa in sicurezza e smantellamento dei lasciti nucleari in Italia, compiuto dalla Sogin qui in Trisaia di Rotondella. La Commissione Industria del Senato che presiedo ha seguito con attenzione e da vicino queste attività che si svolgono nei centri nucleari presenti nel territorio del nostro Paese. Attività che ritengo fondamentali per garantire la sicurezza, la salute dei cittadini e dell’ambiente, ma anche necessarie per chiudere il ciclo del nucleare in Italia. Bonificare queste aree, pulirle dalla radioattività e portarle al prato verde significa garantire alle economie locali – penso al turismo e alle produzioni agricole – enormi benefici per continuare ad attrarre investimenti sul territorio e a diminuire il costo della bolletta energetica per i cittadini”. 

Così Gianni Girotto (M5S), Presidente della commissione Industria del Senato, intervenuto all’evento, organizzato da Sogin, di presentazione dei lavori di rimozione del monolite della Fossa 7.1 nell’impianto Itrec di Rotondella (MT).

“La bonifica dei siti interessati dai rifiuti radioattivi – sottolinea – è una patata bollente che la politica non ha mai maneggiato volentieri perché è difficile costruirci il consenso. Da parte nostra tutta la disponibilità a “sporcarci le mani” per approfondire la materia e accelerare il processo della messa in sicurezza e dello smantellamento, cercando di recuperare tempo. Nelle audizioni parlamentari il Ministro Patuanelli ci ha informato che ci siamo quasi con la pubblicazione della Cnapi. Inoltre, con la pubblicazione nei giorni scorsi in Gazzetta Ufficiale del Programma Nazionale sui rifiuti radioattivi, il Governo potrà aprire la possibilità di portare verso i Paesi esteri il materiale di alta attività radioattiva. Ritengo più probabile che un paese a forte attività nucleare, di conseguenza con una notevole produzione di tali rifiuti, possa accettare di ospitare anche le piccole quantità di Paesi come l’Italia”.