Tariffe elettriche, l’Autorità per l’Energia va oltre i suoi poteri e dà anche indirizzo politico

Tariffe elettriche, l’Autorità per l’Energia va oltre i suoi poteri e dà anche indirizzo politico

QUI IL MIO INTERVENTO IN AULA

Colleghi,
già in passato abbiamo sollevato critiche sul ruolo tenuto dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico.
In particolare, sulla riforma delle tariffe elettriche per i clienti domestici, il M5S ha denunciato l’eccesso di potere esercitato dall’Autorità oltre i limiti delle proprie competenze regolatorie, nel momento in cui, scavalcando il ruolo legislativo del Parlamento, interviene decidendo gli indirizzi della politica energetica del Paese. Per essere più chiaro: con la riforma delle tariffe che andrà a regime dal 1 gennaio 2018 spostando dal consumo a importi fissi componenti della bolletta, l’Autorità ha reso economicamente sconvenienti gli interventi di risparmio, di efficientamento energetico e di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili orientando di fatto il consumatore a consumare dalla rete energia elettrica prevalentemente prodotta da fonti fossili, scoraggiandolo così a realizzare interventi di autoconsumo o di diminuzione dei consumi.

Argomento sul quale la maggioranza del Parlamento espropriato non ha dato segnali.

Nuovamente, nella segnalazione 20/2017/EEL sull’esame del milleproroghe, l’Autorità va oltre ritenendo che i “Sistemi di distribuzione chiusi” (fondamentali per lo sviluppo dell’autoconsumo da fonti rinnovabili e gli interventi di efficientamento energetico) “non dovrebbero essere realizzati .. al fine di promuovere la concorrenza nelle reti elettriche”. Una posizione di scontro con la segnalazione dell’AGCM del luglio 2016 in cui ha osservato che “ostacoli alle reti private definiscono una discriminazione a favore del modello dominante di organizzazione del sistema elettrico, basato sulla centralizzazione della generazione di energia elettrica in impianti di grandi dimensione e sulla trasmissione e distribuzione attraverso reti pubbliche dell’elettricità e dell’unità di consumo, che riflette per lo più le scelte tecnologiche compiute nel passato e non favorisce l’evoluzioni delle reti verso nuovi modelli di organizzazione del sistema elettrico che possono utilmente contribuire al raggiungimento degli obbiettivi generali di convenienza dell’energia per gli utenti, innovazione, sicurezza e sostenibilità finanziaria del sistema elettrico nazionale, oltre che di tutela della concorrenza” chiedendo al Parlamento “ad una revisione ed integrazione della disciplina normativa e regolamentare riguardante i Sistemi di Distribuzione Chiusi, volta a consentire la realizzazione di nuovi reti elettriche private diverse dalla Riu e ad eliminare ingiustificate limitazioni alla conccorrenza tra differenti modalità organizzative delle reti elettriche e tra differenti tecnologie di generazione”.

Concludo, chiedendo ai colleghi di non lasciare ad altri le decisioni di politica energetica e al Governo di dare attuazione all’ODG G/2085/48/10 al fine di ripristinare la possibilità di realizzazione dei Sistemi di Distribuzione Chiusi