La centrale a carbone di Genova deve restare chiusa: esposto M5S

La centrale a carbone di Genova deve restare chiusa: esposto M5S

Come Movimento 5 Stelle siamo determinati a non far riaprire la centrale a carbone di Genova. E nessun altro impianto simile in Italia, perché rappresenterebbe un dietrofront irresponsabile e una sconfitta per gli obiettivi di transizione energetica a cui il nostro Paese deve puntare. Ecco perché nei giorni scorsi ho presentato una richiesta di indagine parlamentare conoscitiva in merito alla questione, chiedendo una discussione specifica su Genova.

A questo scopo, sentiremo presto in Commissione – probabilmente congiunta Camera e Senato – il ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda, che ha preso la decisione di riaprire l’impianto ligure per far fronte alla riduzione dell’import di energia dalla Francia. La chiusura delle centrali nucleari francesi a scopo di manutenzione straordinaria, ha fatto sì che i nostri cugini d’Oltralpe abbiamo ridotto la produzione di energia elettrica e di conseguenza anche l’export verso altri Paesi, tra cui l’Italia.

Il punto è proprio questo. Noi soffriamo di un ritardo inaccettabile sul fronte della produzione delle energie rinnovabili. E questo ci pone in continuo fabbisogno energetico dall’estero. E’ bastato infatti una piccola crisi energetica della Francia a far scattare l’allarme anche in Italia.

Ora Enel assicura che il programma di chiusura dell’impianto a carbone di Genova e degli altri presenti sul territorio nazionale, non verrà disatteso. Ma permettetemi qualche dubbio, visto quello che sta accadendo.
Quando si decide per una strategia in chiave green, allora quella strategia va perseguita senza ripensamenti. Non possiamo fare marcia indietro di fronte all’emergenza di turno. Anche perché di questo passo l’emergenza sarà cronica e continua. Dobbiamo invece puntare tutte le nostre forze ed energie verso quella transizione energetica invocata persino dalla Comunità internazionale. Lo dobbiamo al nostro Paese, lo dobbiamo all’ambiente e al pianeta che ci ospita. Perché se non rispetteremo gli obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti, a rimetterci saremo tutti noi.

Ecco perché nei giorni scorsi insieme al collega del M5S Gianluca Castaldi, abbiamo deciso di presentare un esposto al Prefetto di Genova, chiedendo di impedire la riapertura della centrale sita al porto, e quindi in pieno centro cittadino.

Nel documento diciamo alcune cose molto semplici. Punto primo, la centrale è vecchia e obsoleta e nel 2015, pur con la sola unità da 155MW ha emesso ben 807.445 tonnellate di CO2. Sono numerosi gli studi – come quello dell’Università di Stoccarda – che dimostrano “come le centrali a carbone uccidano in Europa due persone ogni ora, a causa di gas acidi, fuligini, polveri sottili che rappresentano il maggior contributo industriale alla generazione di particolato fine che penetra in profondità nei polmoni e direttamente nel sangue”.
Secondo diciamo che i pazienti, soprattutto bambini e anziani, che soffrono d’asma (che a Genova e circondario sono migliaia) sono destinati a veder progressivamente peggiorate le loro condizioni.
E infine che la presenza di centrali a carbone è strettamente correlata alla insorgenza di tumori causati da inquinanti micidiali.

Un secondo esposto dello stesso tenore è stato presentato anche da Alice Salvatori e Marco De Ferrari, consiglieri in Regione Liguria.

A questi si aggiungono gli atti della società civile e in particolare di EveryOne Group, organizzazione internazionale a difesa dei diritti umani. Sosteniamo la loro azione e siamo vicini ai cittadini genovesi che in queste ore attendono di conoscere il loro futuro più immediato.