Rifiuti: M5S, interrogazione al ministero dell’Ambiente su uso combustibile Css a cementificio senza Via

Rifiuti: M5S, interrogazione al ministero dell’Ambiente su uso combustibile Css a cementificio senza Via

Roma, 2 novembre 2016 – “La Provincia di Padova ha autorizzato la Cementeria Monselice SpA ad un parziale cambio di combustibile – il Css (Combustibile solido secondario) – da bruciare nell’impianto di cottura del clinker senza aver prima effettuato una nuova Valutazione di impatto ambientale (Via) o richiesto un riesame dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale). Si tratta di una procedura del tutto arbitraria, che non tiene conto del possibile grave impatto sulla salute delle persone che vivono in quelle zone”. L’allarme arriva dai senatori del Movimento 5 Stelle che sulla questione hanno presentato un’interrogazione parlamentare indirizzata al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.

Il cementificio si trova a poche decine di metri dal centro storico di Monselice, in pieno centro abitato e a ridosso di due scuole elementari, due scuole materne, una scuola media e un liceo. Oltre ad insistere in un territorio compreso all’interno del Parco regionale dei Colli Euganei, noto per le sue peculiarità paesaggistiche ed enogastronomiche.

E nonostante il Piano ambientale del Parco preveda la stipula di una convenzione per modifiche di questo tipo tra l’Ente Parco, i comuni interessati e le aziende insalubri, ad oggi non risulta che sia stata definita alcuna convenzione con la Monselice SpA.

Ma c’è di più. Nonostante l’ubicazione critica e a parità di agenti inquinanti, l’impianto in questione gode di limiti di emissioni molto più permissivi di quelli destinati ad un qualsiasi altro inceneritore. Solo per fare un esempio, al termovalorizzatore di Camin (Padova) è stato imposto un limite di emissione massimo di 240 mg/Nm3 contro i 700 mg/Nm3 del cementificio di Monselice. Perché?

Chiediamo dunque al ministro Galletti di verificare il rispetto delle procedure indicate dalle normative vigenti e far luce su quanto rilevato dal Movimento 5 Stelle, al fine di tutelare l’ambiente di quei territori e salvaguardare la salute delle persone lì vivono.