Gas, M5S: Ue guarda a Gnl e penalizza rinnovabili. Clima a rischio

Gas, M5S: Ue guarda a Gnl e penalizza rinnovabili. Clima a rischio

Roma, 26 ottobre 2016 – “Continuare a costruire infrastrutture per le energie fossili, come è il gas, invece di investire in quelle rinnovabili e nell’efficienza energetica rappresenta non solamente uno spreco di denaro, in gran parte pubblico, ma costituisce un vero e proprio crimine ambientale”. Con queste parole il senatori del Movimento 5 Stelle Gianni Girotto ha bocciato in Commissione Industria il documento della Comunità europea sulle strategie Ue in materia di GNL e stoccaggio di gas.

“A pochi giorni dalla ratifica degli accordi di Parigi sul clima e dall’annuncio dell’ONU sul superamento dei limiti delle concentrazione medie dell’anidride carbonica, Bruxelles scopre le carte e smentisce nei fatti gli obiettivi di contenimento delle emissioni inquinanti. Non ha senso che in Europa si costruiscano nuovi impianti di rigassificazione quando sappiamo che quelli attuali vengono sfruttati al 14%. E soprattutto visto che la domanda di gas nel 2015 è stata nettamente inferiore a quella registrata nel 1999. Sfruttando appieno le capacità di rigassificazione esistenti, l’Ue potrebbe già oggi ridurre di circa il 50% le importazioni di gas russo. E non ci facciano credere che l’alternativa sia quella di importare dal Qatar, dal Canada o dagli Usa; perché i costi lieviterebbero significativamente” – insiste il rappresentante 5 Stelle, che ricorda il rischio di sbilanciare gli investimenti infrastrutturali verso una sola tecnologia.

“Senza contare che il Parlamento italiano sta discutendo il decreto del Governo sui combustibili alternativi (recepimento della direttiva Ue DAFI), che contraddice nettamente il principio di neutralità tecnologica ispirato proprio dalle stesse istituzioni europee. Quel decreto inserisce, infatti, una serie di semplificazioni sulle procedure autorizzative per la costruzione di infrastrutture gasiere, lasciando indietro le reti elettriche e sostenibili. Lo scenario futuro, infatti, parla di riduzione dei consumi di gas dovuti all’incremento degli interventi di efficientamento, di risparmio energetico e della penetrazione nei consumi di energia delle fonti energetiche rinnovabili, che non concederanno spazio ad un incremento dell’offerta. Persino i dati contenuti nel rapporto ENI 2013 e quelli di Eurogas evidenziano come i consumi di gas a livello europeo abbiano raggiunto un picco in corrispondenza dell’anno 2005, ritenendo che non sarà più eguagliato” – conclude Girotto.

Qui un appunto sugli atti comunitari esaminati in X comissinoe industria del Senato.