Extra costi in bolletta: i big speculano, i consumatori pagano

Extra costi in bolletta: i big speculano, i consumatori pagano

Siamo ancora a un punto fermo con l’indagine sugli extra costi del dispacciamento elettrico in bolletta. Quello che sappiamo finora di certo – e l’abbiamo denunciato già a giugno – è che alcuni grandi produttori energetici hanno messo in piedi un cartello speculativo a danno di milioni di consumatori. Improvvisamente la bolletta degli italiani è schizzata di circa 300 milioni di euro in più al mese. Cifre da capogiro e senza una ragione apparente, se non quella di trarre profitti ingiustificati.

La questione ha suscitato un’indagine da parte dell’Autorità per l’energia e un ricorso del Codacons accolto dai giudici del Tar Lombardia che hanno sospeso in via cautelare gli aumenti di luce e gas per il mercato tutelato. Non si può dire purtroppo lo stesso per gli utenti del mercato libero, che quegli aumenti hanno già pagato nelle proprie bollette.

La novità, invece, è che come Movimento 5 Stelle (dopo l’interrogazione) abbiamo presentato anche degli emendamenti per garantire il regolare funzionamento dei mercati dell’energia dei servizi per il dispacciamento. Permettendo ad esempio all’Autorità per l’Energia di diffidare quei soggetti che insistono nel violare le norme a tutela di operatori e consumatori. Oppure prevedendo la rilevazione mensile dei prezzi sui mercati dell’energia e dei servizi per lo stesso dispacciamento. In questo modo contiamo di poter verificare eventuali anomalie, intervenendo tempestivamente.

In una interrogazione del 26 giugno (a mia prima firma), scrivevamo che ad accorgersi di questa anomalia è stato il coordinamento dei consorzi di Confindustria sulla base dei dati pubblicati dal Gme (Gestore del mercato elettrico). In modo molto poco trasparente, alcuni operatori del settore hanno realizzato profitti immotivati dal servizio di dispacciamento elettrico a danno degli utenti.

Dal primo luglio infatti, la bolletta elettrica ha subito un’impennata di oltre il 3%. Ma come vengono pagati i produttori? Secondo quali calcoli? E perché i costi si sono impennati improvvisamente? A queste domande non abbiamo ancora ricevuto una risposta plausibile. Ma soprattutto il governo non si è ancora adoperato per mettere risolvere la situazione, garantendo il massimo di trasparenza.

Ecco perché avevamo proposto una apposita indagine sugli aumenti del dispacciamento elettrico. Ma la maggioranza ci ha risposto picche, bocciandola con la scusa che questa ricerca sarebbe rientrata all’interno di un’altra indagine, ovvero quella sui prezzi dell’energia già esistente. Ovviamente si tratta di un annacquamento che finora non ha portato risultati. Tuttavia il M5S continuerà a vigilare fino a giungere alla verità e alla soluzione di questa grave anomalia. Chiedendo inoltre un maggiore coinvolgimento degli operatori che producono energia da fonti rinnovabili.