Royalties gas: garantire la trasparenza in difesa dei territori

Royalties gas: garantire la trasparenza in difesa dei territori

Lo Stato deve sborsare oltre 30 milioni di euro pubblici per rimborsare le compagnie petroliere che secondo il Tar Lombardia hanno versato più royalties del dovuto sulle estrazioni petrolifere. Il 20% in più, hanno fatto sapere i giudici, che però si sono basati su un sistema di calcolo ormai superato.

Abbiamo appreso di questo caso – ribattezzato dai giornali come “il regalo del Tar ai petrolieri” – a luglio. La reazione del Movimento 5 Stelle è stata immediata. Insieme ad alcuni colleghi portavoce del movimento abbiamo presentato subito un’interrogazione parlamentare per chiedere innanzitutto trasparenza sull’accaduto e sulle sue conseguenze.

Nel nostro documento abbiamo interrogato il ministro dello Sviluppo economico sulle reali cifre che lo Stato avrebbe dovuto restituire ai petrolieri secondo quella discutibile sentenza. Ma soprattutto abbiamo chiesto una presa di posizione immediata e distante da quella decisione, i cui effetti dovevano essere un ricorso repentino al Consiglio di Stato per cercare di ribaltare la sentenza, ma in primo luogo per dare un segnale chiaro che lo Stato è vicino ai cittadini.

Senza la nostra interrogazione il Mise (ministero dello Sviluppo economico) non avrebbe fornito pubblicamente le cifre reali di quanto Stato, Regioni e Comuni saranno costretti a restituire alle compagnie di estrazione di gas e petrolio. Ecco le somme ripartite tra i tre livelli istituzionali: le Regioni dovranno restituire 12,7 milioni, i Comuni 1,16 milioni e lo Stato 16,3 milioni.

Questo è l’impatto reale della sentenza del Tar Lombardia sulle casse pubbliche. Ma ad aggravare la situazione è il fatto che gli enti pubblici locali avevano già iscritto nei loro consuntivi quelle cifre, pensando di aver definitivamente chiuso i propri bilanci. Mentre adesso dovranno cambiare i conti sui bilanci di previsione, tagliando magari servizi utili ai cittadini o aumentando la retta dell’asilo nido o della mensa scolastica. Tutto questo per restituire quei soldi ai petrolieri che per decenni hanno sfruttato le risorse naturali dei nostri mari.

Ora non resta che controllare e monitorare ogni mossa del governo. Di certo non lasceremo che le cose cadano nel dimenticatoio, ma soprattutto continueremo a batterci in tutte le sedi istituzionali affinché i cittadini siano realmente tutelati e i loro interessi siano messi al di sopra di quelli dei potenti dell’energia.

Chiediamo quindi maggiore trasparenza sulle royalties, le franchigie e sui meccanismi di calcolo. Perché i dati devono essere chiari e incontrovertibili una volta per tutte.

qualche documento utile

Per leggere l’interrogazione clicca qui

Per leggere la risposta del Mise clicca qui