Royalty su gas e petrolio, il regalo del Tar ai petrolieri

Royalty su gas e petrolio, il regalo del Tar ai petrolieri

Questa volta è il Tar della Lombardia a fare un enorme regalo ai petrolieri. La sentenza dei giudici prevede che Stato, regioni e comuni restituiscano decine di milioni di euro alle compagnie petrolifere, che avrebbero versato più royalty del dovuto (ovvero il 20% in più) tra il 2014 e il 2015.

Abbiamo subito presentato un’interrogazione al governo per chiedere di prendere posizione una volta per tutte e ricorrere immediatamente al Consiglio di Stato per dare un segnale forte di netta opposizione a questa visione delle cose.

Per anni molte compagnie petrolifere hanno marciato sulla produzione di gas, tenendosi sotto soglia di esenzione dalle royalty per 3 anni. Pochi mesi fa avevamo anche presentato (a mia prima firma) una mozione che impegnasse il governo a ritirare le concessioni per i furbetti delle soglie minime. Perché non può passare l’idea che basta giocare con i numeri per eludere un impegno nei confronti di un’intera nazione.

In quell’occasione chiedemmo di ripristinare un concetto semplice: se estrai petrolio e gas per fare profitti, allora devi pagare il tuo contributo ai cittadini.

Di fatto non è così da troppo tempo. E ora arriva anche la bastonata della restituzione da parte di moltissimi comuni che quei soldi hanno messo a consuntivo e a preventivo nei propri bilanci. Un danno significativo, oltre alla beffa per intere comunità di non vedersi riconosciuti i propri diritti di usufrutto di un territorio che appartiene a tutti.

Chiedere quanto è dovuto è forse chiedere troppo?

In quello stesso provvedimento avevamo chiesto anche l’annullamento delle autorizzazioni in mare per le piattaforme non più produttive, oltre allo smantellamento delle strutture inutilizzate e alla bonifica dei luoghi interessati. Anche questo è troppo per chi per decenni si è arricchito sulla pelle dei cittadini?

Prima ancora ci eravamo battuti perché le piattaforme pagassero l’IMU ai comuni, così come erano costretti a farlo tutti i cittadini. Anche in quel caso i fatti ci avevano dato ragione. E altri giudici avevano messo alle strette la lobby delle estrazioni di idrocarburi.

Ora dobbiamo andare avanti e batterci in tutte le sedi istituzionali per fare in modo che il governo decida fare qualcosa, dimostrando di avere più a cuore i suoi cittadini che gli interessi delle grandi aziende energetiche.

Serve maggiore trasparenza su royalty e franchigie. I dati su questi meccanismi devono essere chiari. Le produzioni su cui si applica l’aliquota sono al netto di quelle disperse, bruciate, impiegate in operazioni di cantiere oppure ottenute durante prove di produzione. Nessuna aliquota è dovuta per le produzioni ottenute durante prove di produzione effettuate in regime di permesso di ricerca. Perché?