Referendum contro le trivelle, ora sappiamo perché Renzi invita i cittadini all’astensione

Referendum contro le trivelle, ora sappiamo perché Renzi invita i cittadini all’astensione

Ora capiamo bene perché Renzi e il suo governo stiano lavorando così alacremente, invitando i cittadini a fare una gita fuori porta il 17 aprile, anziché battersi perché tutti esercitino il proprio diritto di voto, quale che sia la posizione da esprimere.

A dicembre del 2014 denunciai in Aula il marciume che oggi salta fuori dai tubi sporchi di petrolio e conflitto d’interesse. Era notte fonda, dalla Commissione era arrivato in Aula il testo non modificato. Era fatta. Ma poi l’ennesimo colpo di mano del governo: un maxi emendamento cancellò il lavoro fatto e la ministra Boschi pose la fiducia.
Risultato: quel provvedimento era un favore alle lobby del petrolio. E almeno un ministro, Federica Guidi, è direttamente coinvolta. Resta da capire se anche l’altro ministro di Renzi, ovvero Mariaelena Boschi, sia coinvolta nella faccenda, visto che nelle intercettazioni viene tirata in ballo dalla Guidi.

Ma la cosa più inquietante è che questa storia ci fa capire quanta malafede, casualità e sciatteria ci sia dietro le decisioni del governo che cambiano la vita delle persone (come nel caso del millantato “interesse strategico nazionale” per il progetto Tempa Rossa).
Ci volevano far credere che quel progetto fosse strategico per l’Italia. Ma sono riusciti a dimostrarci quanto bugiarda sia la loro politica. Questo fatto non coinvolge solo un ministro del governo Renzi, ma coinvolge l’intero esecutivo. Come possono i cittadini fidarsi delle decisioni che vengono prese dentro Palazzo Chigi, se ogni volta un ministro o l’altro vengono coinvolti in gravi casi di conflitto d’interessi?

Le vicende di queste ore, quelle legate ai progetti Eni, Total o di tutte quelle aziende che hanno un interesse di sfruttamento economico della nostra terra, della terra di tutti, portano a una sola considerazione e ad una sola soluzione: dobbiamo dire basta con lo sfruttamento degli idrocarburi, che nascono dalla terra di tutti e diventano esclusivo appannaggio di pochi potenti. Dobbiamo passare subito alle fonti di energia rinnovabile, perché il sole, il vento e il calore della terra non sono beni privatizzabili.

I POTENTI SI OPPONGONO ALLE FONTI RINNOVABILI PERCHE’ SONO DEMOCRATICHE E LIBERE