Disastro della Pedemontana veneta coi nostri soldi

Disastro della Pedemontana veneta coi nostri soldi

Sarebbe stato troppo facile ed economico allargare quella che ormai è la ex Nuova Gasparona da Marostica a Breganze. Una strada dritta qual era, non avrebbe mai permesso tanto spreco di denaro pubblico.

Ma si sa, ai sostenitori della cementificazione targata Zaia va benissimo pagare e stare zitti. E pagare coi soldi pubblici. La vedremo mai finita? Ad oggi i privati non riescono a trovare i soldi. L’opera fino all’attuale stato di avanzamento è di fatto stata finanziata solo con capitali pubblici e quando sarà finita le persone la percorreranno a pagamento e la pagheranno anche i veneti che non la utilizzeranno!

Chi non la usa l’avrà comunque pagata con le proprie tasse. Il meccanismo pensato dalla Regione Veneto prevede infatti che al concessionario vengano garantiti un numero minimo di passaggi giornalieri, indipendentemente dalle reali presenze in strada.

Vogliono trasformare una superstrada gratuita (così era in progetto) in una a pedaggio come un’autostrada.

I costi di gestione ricadranno sui cittadini, in un periodo di particolare e difficile per le casse pubbliche. Il traffico medio giornaliero è stato previsto in circa 44.000 per il 2023 e 51.000 per il 2035 (dati tratti dalla relazione istruttoria del marzo 2006 trasmessa dal Ministero delle infrastrutture al Cipe, vedi anche pag. 19 della relazione della Corte dei Conti al seguente link: bit.ly/1VwHRF7) la Regione Veneto dovrà erogare al gestore dell’autostrada 14,5 milioni di euro l’anno – e anche più – che andranno a sommarsi ai 173 milioni di euro in conto capitale. Cosicché a guadagnarci saranno solo gli investitori che vedranno diminuiti di molto i rischi d’investimento nel caso di mancati introiti dall’arteria stessa.

Alla fine i 94 km di asfalto che collegheranno Montecchio Maggiore a Spresiano secondo le stime costeranno circa 3 miliardi di euro.

Con la stessa cifra si possono realizzare 300 km di ferrovie per facilitare la vita a migliaia di lavoratori pendolari e spostare il trasporto merci da gomma a rotaia (vedi: http://bit.ly/1PPAzL0), favorendo così la riduzione di polveri sottili e guadagnandoci anche in salute.

Sempre dal punto di vista ambientale, vi sono difficoltà di realizzazione per la presenza di fenomeni carsici che interessano tutta la zona collinare, compresa tra Montecchio e Thiene. Non è un aspetto secondario. Infatti nella relazione geologica del concessionario si legge: “per effetto dei fenomeni carsici citati si potrebbero verificare in fase di scavo della sede stradale modifiche alle falde sotterrane con conseguente modifica alle sorgenti circostanti”.

In fine il mutamento del territorio per le numerose cave di prestito del materiale occorrente alla realizzazione dell’autostrada.

Noi non siamo contro la Pedemontana Veneta, ma non vogliamo nemmeno un’opera che influisca negativamente sulla qualità della vita delle persone e delle future generazioni andando ad impattare pesantemente su un territorio unico nel suo genere e dall’assetto idrogeologico molto delicato.
Siamo a favore di una viabilità che sia un servizio per il cittadino e non l’ennesimo salasso che i cittadini veneti dovranno pagare di tasca loro.