Comunicato stampa – Pericolo nucleare, M5S: sono 40 i miliardi di vecchie lire per scanner anti radiazioni mai utilizzati

Comunicato stampa – Pericolo nucleare, M5S: sono 40 i miliardi di vecchie lire per scanner anti radiazioni mai utilizzati

Roma, 5 Novembre 2015 – L’Italia ha speso oltre 40 miliardi di vecchie lire per l’acquisto di scanner RTM910 per la rilevazione di radiazioni mai utilizzati. A preoccupare però non è soltanto lo spreco di denaro – già di per sé grave –, quanto i rischi per la salute connessi all’introduzione di materiale radioattivo illegale nei nostri confini. Preoccupazione sollevata anche dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), secondo cui i casi di traffico illegale di materiale nucleare sono stati 2.500 tra il 1993 e il 2013. Per alcuni di questi il rischio è legato alla fabbricazione di cosiddette “bombe sporche”, ovvero ordigni che disperdono radiazioni in aria e a terra.

Nella nostra interrogazione al Senato ricostruiamo la storia di questi scanner: collaudati nel 2003 e mai messi a regime, la vicenda risale addirittura al 1995. Non direttamente imputabile all’attuale governo. Ma da allora, nonostante le molte denunce (nel 2009 ci ha provato anche Legambiente Aspromonte), non sono mai stati effettuati controlli per verificare il funzionamento delle apparecchiature in dotazione alle nostre autorità. Soprattutto ai valichi di frontiera e nei porti civili e militari, ovvero là dove crescono le probabilità di ingresso di pericoloso materiale atomico.

Secondo quanto pubblicato dal mensile “Il Test”, esiste una “breve biografica (non esaustiva) delle merci radioattive bloccate dopo essere sfuggite nei porti”; nello stesso articolo si raccontano diversi interventi dei carabinieri del NOE per fermare metalli contaminati da fonti radioattive.
Queste informazioni sono allarmanti. E non solo perché si tratta nella maggioranza dei casi di soldi buttati al vento. Chiediamo quindi al governo di fare ulteriori verifiche e nel caso di intervenire punendo eventuali responsabilità. Ma soprattutto chiediamo di sapere se i nostri confini siano davvero al sicuro.

Per maggiori informazioni consulta l’interrogazione dal link che segue: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=942306