L’Eni, la scoperta del mega giacimento e gli obiettivi oscuri

L’Eni, la scoperta del mega giacimento e gli obiettivi oscuri

I dubbi sulla scoperta da parte dell’Eni del mega giacimento di gas in Egitto sono tanti. L’Ad dell’azienda petrolifera italiana Claudio Descalzi ha usato toni trionfali, ma i suoi obiettivi sono ancora in gran parte oscuri e non permettono di fare una valutazione a tutto tondo.

Innanzitutto nessuno sa davvero – nemmeno l’Eni – quanto è grande quel giacimento e quanto gas potrà produrre. Tra l’altro i tempi di messa in produzione non sono immediati. Secondo indiscrezioni che giungono dall’industria petrolifera potrebbero volerci almeno cinque anni perché entri in produzione effettiva. Terzo – ma non meno importante – alcuni esperti sono convinti che non ci sia modo di portare quel gas in Italia e quindi non vedremo ricadute dirette per il nostro Paese, se non in termini di relazioni internazionali i cui obiettivi sono ancora poco chiari.

Se volessimo connettere il giacimento scoperto ai gasdotti esistenti, dovremmo far passare un oleodotto attraverso la Libia. Già proprio in mezzo a vari gruppi di potere che oggi si sparano addosso. Non è quantomeno curioso che Renzi applauda in modo entusiastico la recente scoperta?
Senz’altro quel gas assicurerà una autonomia energetica all’Egitto per i prossimi anni modificando in parte gli equilibri geopolitici nell’area. E di sicuro porterà benefici alle casse dell’Eni (aspetto, per carità, non irrilevante).

Tuttavia rimangono alcune domande che per ora non hanno risposta. Che relazione c’è tra gli obiettivi – ancora misteriosi – del governo/Eni sulla commercializzazione del gas con gli scenari energetici della Energy Union europea? Sicuri che gli obiettivi proposti dall’Europa non vadano a cozzare con i massicci investimenti in fonti fossili?
E poi, non è quantomeno curioso che Eni abbia “scoperto” il “gigantesco” giacimento appena un mesetto dopo essere riuscito a spuntare un prezzo del gas – incluse “le nuove scoperte” – più del doppio di quello fino allora in vigore? Il nuovo gas lo pagheranno – e con gli interessi – i cittadini egiziani. E questo succede mentre nel resto del mondo il prezzo del gas scende.
Perché sono sempre i più deboli a farne le spese?