Dissesto idrogeologico, possiamo combatterlo creando 350mila posti di lavoro

Dissesto idrogeologico, possiamo combatterlo creando 350mila posti di lavoro

Il dissesto idrogeologico sta letteralmente mandando in frantumi intere parti di territorio nazionale rendendolo pericoloso. Ma potrebbe trasformarsi in una risorsa incredibile, se solo facessimo delle serie politiche di gestione del territorio. Potremmo al contrario creare 350.000 nuovi posti di lavoro (ecco un documento che lo spiega) avviando finalmente una vera e seria politica di gestione dell’immenso patrimonio boschivo italiano, come fanno altri Paesi, e che contribuisce enormemente proprio all’assestamento idrogeologico. Si tratterebbe quini di un doppio e istantaneo beneficio per tutta l’Italia.

Poi si verificano episodi come l’ultima frana che ha colpito Pieve di Cadore, nella mia terra, in Veneto. Un altro esempio di grave dissesto idrogeologico che ha spezzato la tranquillità di un’intera comunità che fino a quel momento non avrebbe mai pensato di essere in pericolo. Situazioni simili possono accadere ovunque in Italia e nessuno ne è davvero al riparo.

Questo dimostra non solo che manca una seria politica forestale, come invece esiste in Austria e in altri Paesi. Ma fa capire quanto ne avremmo bisogno. Pochi giorni fa – quasi del tutto casualmente – ho fatto un intervento nell’Aula del Senato (eccolo qui) criticando i ritardi regionali del Veneto nei pagamenti ai Consorzi di Bonifica, che fanno un lavoro eccezionale proprio perché rendono il nostro territorio più sicuro.

Ma i continui tagli statali agli enti locali stanno impoverendo tutto il nostro territorio, ma soprattutto stanno depauperando risorse pubbliche fondamentali per mettere in piedi serie politiche strutturali e manutentive. Per quanto ancora possiamo andare avanti così?