H2M, un furgone si aggira per l’Europa… e produce idrogeno dal sole

H2M, un furgone si aggira per l’Europa… e produce idrogeno dal sole

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Lunedì mattina uno strano furgone è apparso in piazza Montecitorio a Roma, proprio davanti all’ingresso del Parlamento. Si tratta del H2M, il primo veicolo terrestre in grado di produrre e stoccare autonomamente energia rinnovabile mediante idrogeno.
La sua carica giornaliera di energia arriva direttamente dal sole.

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Forse qualcuno ricorda che pochi mesi fa ne avevamo già parlato in una breve intervista con l’ideatore dello straordinario veicolo, il fisico Nicola Conenna.

«Questo è l’inizio di un viaggio che ci porterà fino alla conferenza sul clima, la COP21, che si terrà a Parigi a fine 2015 – ha detto Conenna, che è anche il presidente della fondazione H2U – e con il quale vogliamo porre l’attenzione sull’esistenza e maturità di tecnologie accessibili per combattere i cambiamenti climatici, interamente fondate sulle energie rinnovabili».

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Il furgone è davvero un mezzo curioso. È lungo 15 metri e si porta appresso una sala multimediale. L’idrogeno viene prodotto attraverso i suoi pannelli fotovoltaici da 6 kWp. È stato realizzato da ABICAR srl di Giugliano (NA) su commessa della Fondazione H2U (The Hydrogen University), attraverso il cofinanziamento da parte della Regione Puglia, con fondi Carbon Tax-Ministero dell’Ambiente e con il cofinanziamento della Fondazione stessa, in partenariato con l’Università Aldo Moro di Bari.

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«H2U è un “work in progress”, nel senso che è disponibile ad accogliere anche altre tecnologie per la sostenibilità, le rinnovabili e in ultima analisi l’ambiente – dice ancora Conenna -. Anche per questo motivo abbiamo installato nell’aula multimediale anche una stampante 3D che testimonia il fatto che innovazione e la tutela ambientale possono essere coniugate. Le stampanti 3D, infatti, possono realizzare piccole serie d’oggetti, senza scarti – salvaguardando risorse – e producendo beni con filiere corte, quasi a km zero».

Insomma, l’H2M è l’esempio che un’altra mobilità sostenibile è possibile, lontana dal petrolio e dalle fonti fossili. Il viaggio verde continua.