“Fer e mercato elettrico, in tre anni risparmiati oltre 7 mld €”.

“Fer e mercato elettrico, in tre anni risparmiati oltre 7 mld €”.

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Con il calo dei consumi nel 2014 l’effetto del Moe sul Mgp si è però attenuato. A cura di AssoRinnovabili. Roma 5 marzo 2015

La situazione energetica in Italia è caratterizzata da due tendenze che influenzano la dinamica della domanda e dell’offerta e quindi i prezzi sul mercato elettrico: il calo dei consumi di elettricità dovuto al perdurare della crisi economica e l’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili, in particolare eolica e fotovoltaica. Tutto ciò ha portato ad una diminuzione significativa delle ore di utilizzo degli impianti tradizionali a ciclo combinato e a importanti conseguenze sull’andamento mensile del Prezzo Unico Nazionale (PUN), i cui valori nel 2014 hanno raggiunto i minimi storici.

A questa riduzione hanno contribuito in maniera decisiva anche le fonti rinnovabili, in particolare la produzione eolica e fotovoltaica, la cui offerta sul mercato influenza in vario modo la formazione dei prezzi all’ingrosso dell’elettricità. Come noto, nelle sessioni del Mercato del Giorno Prima (MGP), organizzato in Italia secondo il criterio dell’ordine di merito economico e con valorizzazione dell’energia all’offerta marginale, le fonti rinnovabili, caratterizzate da costi marginali di produzione pressoché nulli, spiazzano dalla curva di offerta gli impianti a fonte fossile, contribuendo così a ridurre il prezzo dell’energia sul mercato, soprattutto nelle ore di punta della domanda. Questo fenomeno, definito come “Merit Order Effect” (MOE), diventa sempre più evidente al crescere dell’apporto da FER rispetto al fabbisogno energetico.

Nel corso del 2014 la produzione di energia da fonti rinnovabili è stata considerevole: per l’idroelettrico si tratta di circa 58 TWh, in aumento rispetto ai 54 TWh del 2013, mentre l’eolico ha prodotto circa 15 TWh, contribuendo al 5,6% della produzione nazionale (5,3% nel 2013) e soddisfacendo il 4,8% della richiesta nazionale (4,7% nel 2013). Il fotovoltaico è stata la fonte rinnovabile col maggiore trend di crescita negli ultimi anni e nel corso del 2014 raggiungendo i 23 TWh di energia elettrica prodotta, contribuendo all’8,7% della produzione complessiva interna (7,6% nel 2013) e al 7,5% della richiesta totale (6,7% nel 2013). Fotovoltaico e eolico hanno quindi coperto complessivamente il 14,3% della produzione nazionale e il 12,4% della richiesta interna di energia elettrica.

Nel grafico si raffigurano l’andamento della produzione di energia elettrica da fonte eolica e fotovoltaica tra il 2013 ed il 2014, le due fonti sulle quali si focalizza l’attenzione dello studio assoRinnovabili (disponibile in allegato sul sito di QE). Risulta evidente una costante crescita della fonte fotovoltaica, mentre la produzione eolica assume un trend più altalenante. Permane, invece, l’andamento speculare della disponibilità delle due fonti: più presente la fonte eolica nelle parte iniziale e finale dell’anno, mentre da maggio ad agosto la fonte fotovoltaica contribuisce stabilmente per più di 2,5 TWh al mese.

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Andamento della produzione mensile eolica e fotovoltaica per gli anni 2013 e 2014
(Dati 2014 – fonte: elaborazione assoRinnovabili su dati Terna).

Andando ad analizzare il comportamento del PUN in relazione all’offerta di energia da fonti eolica e fotovoltaica, si può considerare la seguente figura, che riporta per il 2014 l’andamento dei PUN medi in funzione sia delle vendite sul MGP, sia della previsione di produzione da fonte eolica e fotovoltaica. È possibile notare come nel primo scaglione di produzione (0 – 2000 MW) il PUN medio passi, all’aumentare dell’energia venduta sul MGP, da circa 40 €/MWh a 87 €/MWh. Con il crescere dell’offerta nel mercato di energia elettrica eolica e fotovoltaica, il prezzo cala progressivamente e, in presenza del massimo apporto delle fonti rinnovabili considerate (12.000 – 15.000 MW), non supera mai i 45 €/MWh. Tutto ciò, come emerge dalle analisi dell’Associazione, evidenzia il peso del MOE sui prezzi registrati nel MGP e sottolinea il fatto che una forte presenza di fonti rinnovabili sul mercato elettrico determina un significativo abbassamento dei prezzi zonali e, di conseguenza, del prezzo unico nazionale dell’energia.

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Andamento dei valori medi orari di PUN in funzione delle vendite in MGP e del livello di previsione di produzione fotovoltaica ed eolica – Anno 2014.  (Elaborazioni assoRinnovabili su dati Terna e GME).

L’evidenza del MOE suggerisce la possibilità di stimarne quantitativamente il risparmio indotto sul MGP. Nella tabella sono riportati i dati relativi al risparmio cumulato dal 2012 al 2014 causato dal MOE. Si noti come l’effetto si sia notevolmente ridotto nell’ultimo anno, passando dai circa 2,6/2,7 miliardi di euro del primo biennio agli 1,8 miliardi di euro del 2014. Ciò è dovuto alla progressiva diminuzione dei consumi elettrici che ha determinato una riduzione dei prezzi di riferimento rispetto ai quali si stima il risparmio MOE.

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Andamento cumulato della stima di risparmio indotto dal MOE per gli anni 2012, 2013 e 2014.

Gianni Girotto