Comunicato stampa – Trivelle nel mare Adriatico: M5S presenta interrogazione urgente. Se necessario apriamo contenzioso con Croazia. Il turismo e l’ambiente italiano rischiano di pagare il prezzo degli interessi dei petrolieri.

Comunicato stampa – Trivelle nel mare Adriatico: M5S presenta interrogazione urgente. Se necessario apriamo contenzioso con Croazia. Il turismo e l’ambiente italiano rischiano di pagare il prezzo degli interessi dei petrolieri.

download  Roma, 16 febbraio 2015

«Le trivellazioni petrolifere nel mare della Croazia rischiano di metter in pericolo anche l’ecosistema marino italiano e di compromettere irrimediabilmente le attività turistiche su cui si sostengono decine di migliaia di famiglie italiane. Per tali motivi chiediamo al Governo italiano di aprire un contenzioso con la Repubblica Croata per fermare lo scempio del mare Adriatico». Così i senatori del M5S Gianni Girotto e Gianluca Castaldi in un’interrogazione urgente presentata ai ministri per gli Affari esteri e dello Sviluppo economico dopo l’allarme lanciato dalle Associazioni ambientaliste nei giorni scorsi. Ci sono ormai evidenze scientifiche che le piattaforme a mare rilasciano “fluidi di perforazione e scarti metallici, che includono sostanze tossiche, fra cui cromo, mercurio e benzene”, direttamente nelle acque marine. «Basterebbe questo per bloccare la follia delle perforazioni nell’Adriatico», insistono i rappresentanti grillini.  “Una piattaforma rilascia circa 90,000 tonnellate di materiale di scarto durante l’arco della sua vita temporale – spiegano gli scienziati -, danneggiando la vita marina e la qualità dell’aria”. Senza contare che il via vai di grandi petroliere in quello specchio d’acqua aumenta il rischio di incidenti ambientali, i cui effetti potrebbero essere irrimediabilmente disastrosi. Ogni anno le grandi petroliere rilasciano nel Mediterraneo 635.000 tonnellate di greggio. È noto che nell’Adriatico le correnti finiscono per trasportare inquinanti e rifiuti sulle coste adriatiche. Segno evidente che le due coste – italiana e croata – sono entrambe coinvolte. «In questo modo la flotta peschereccia italiana e le attività turistiche del nostro Paese rischiano di pagare il prezzo degli interessi della Croazia, il cui mare viene trasformato in un gigantesco campo di petrolio. Per cui – concludono Girotto e Castaldi – chiediamo al Governo di verificare la compatibilità delle attività in corso e di attivare una stretta interlocuzione con il governo croato, che ha suddiviso il 90% del proprio specchio acqueo in 29 aree di estrazione petrolifera».

Gianni Girotto e Gianluca Castaldi, membri della X Commissione Industria Senato