Tariffa elettrica, Autorità avvia la riforma.

Tariffa elettrica, Autorità avvia la riforma.

Dco: superamento progressività (4 opzioni), nuove tipologie clienti, interventi su residenti, potenza e bonus. Si parte dal 2016 per arrivare a regime al 2018.

1  Roma, 11 febbraio 2015 – da http://www.quotidianoenergia.it/.

Arriva l’attesissima riforma della tariffa elettrica, già in parte prevista dal D.Lgs Efficienza (QE 22/10/14).
L’Autorità ha infatti messo in consultazione le proprie proposte di modifica, focalizzate su 8 punti principali: si va dal superamento dellaprogressività (che ora prevede tariffe più care al crescere dei consumi) all’individuazione di nuovi benchmark rispetto all’attuale “cliente-tipoelettrico”, dalla revisione della distinzione residenti-non residenti alle questioni relativi ai livelli e limiti di potenza, per finire con la riforma delbonus sociale.
Altro aspetto rilevante è la gradualità dell’attuazione. L’idea è di partire dal 1° gennaio 2016 con il superamento della progressività, mantenendo per due anni la differenziazione residenti-non residenti (per eliminarla successivamente sul fronte costi di rete e mantenerla eventualmente per gli oneri di sistema). Gli attuali gruppi D2 e D3 dovrebbero essere abbandonati a partire dal 2017, mentre l’intera riforma sarà a regime dal 1° gennaio 2018.
Tali scadenze potrebbero però essere riviste a seconda dell’opzione scelta. Maggiori indicazioni si avranno in occasione della seconda consultazione prevista dall’Autorità nel luglio 2015.
Più nel dettaglio, l’Autorità propone quattro opzioni per la nuova struttura tariffaria (T0, T1, T2 e T3), con preferenza per la T2, che prevede il mantenimento di una tariffa trinomia (ossia: un corrispettivo fisso per punto di prelievo, un corrispettivo unitario di potenza e uno per l’energia), con oneri generali in forma binomia (ossia proporzionali non solo all’energia prelevata ma anche alla potenza impegnata) e differenziazione traresidenti e non residenti proprio riguardo ai corrispettivi di potenza impegnata per gli oneri generali.
La rinnovata tariffa si dovrebbe applicare a nuovi benchmark di clientela. Il dco propone 6 tipologie: il nucleo monocomponente residente; il nucleo familiare bi-componente; il nucleo familiare di 3-4 persone residente; la casa vacanze (utilizzo per pochi mesi senza residenza); il nucleo numeroso non residente (es.: studenti/lavoratori fuori sede); casa di residenza ad alta efficienza.
Rispetto all’attuale tariffa, l’applicazione dell’opzione T2 porterebbe risparmi molto consistenti per le ultime due categorie (rispettivamente 188 e 618 € annui) e aggravi compresi tra 5 e 129 € per tutte le altre.
L’effetto di redistribuzione degli oneri generali sarebbe di 772 € complessivi, contro i 712 € dell’opzione T3 e l’impatto uguale a 0 per le altre due. Tale soluzione, nelle stime dell’Autorità, risulta ottimale anche sul fronte della conformità alla legge, dell’accettabilità diffusa, dello stimolo ai comportamenti virtuosi e della semplificazione, mentre sul fronte del conseguimento degli obiettivi di efficienza è seconda solo all’opzione T0.
In ogni caso, sottolinea il dco, quale sia l’opzione scelta si dovrà garantire un gettito complessivo sufficiente a coprire i costi, stimabili allo stato attuale in 6,622 miliardi € (di cui oltre 3,1 mld di costi di rete, e 3,5 mld di oneri generali, comprese le componenti UC).
Sul fronte della potenza impegnata, l’Autorità propone tra le altre cose livelli intermedi rispetto a quelli attuali, nonché la riduzione o l’eliminazione del contributo di 50 € + Iva a carico del cliente in caso di modifica.
Infine il dco propone diverse ipotesi di riforma del bonus sociale, con l’obiettivo di creare uno “scudo almeno parziale all’aumento della spesa per i clienti in stato di disagio economico”.
Il termine per le osservazioni è il 16 marzo 2015.
Il dco 34/2015 è sul sito di QE.