Mattarella, la prima richiesta del M5S: “Non mandi un indagato al Nucleare”.

Mattarella, la prima richiesta del M5S: “Non mandi un indagato al Nucleare”.

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Tre senatori Cinque Stelle scrivono al Presidente della Repubblica. “Non firmi il decreto di nomina di Antonio Agostini”. Da quattro mesi l’incarico governativo è in stallo, in attesa di notizie da Procura di Roma e Corte dei Conti. Il Capo dello Stato eredita dal predecessore la decisione da prendere con il rischio di sottoscrivere un nome compromesso dall’inchiesta penale sui fondi comunitari.

Di Thomas Mackinson – 4 febbraio 2015. Da Il Fatto Quotidiano.

“Signor Presidente, non firmi quella nomina”. Firmato, M5S. Nell’aria c’è l’incontro con il leader Grillo, ma la prima petizione aSergio Mattarella firmata Cinque stelle riguarda la vicenda della nomina a presidente dell’Ispettorato nucleare del direttore generale del Ministero dell’Ambiente Antonio Agostini, avanzata a ottobre dal consiglio dei Ministri e rimasta in pentola dopo le rivelazioni del Fatto di un’inchiesta penale a suo carico per abuso d’ufficio e turbativa d’asta legata alla gestione dei fondi comunitari quando era direttore generale del Ministero Istruzione Università e ricerca (Miur). A firmare l’appello sono i senatori GirottoCastaldi e Petrocelli che avevano votato “no”, insieme ai colleghi di Sel, quando le commissioni di Camera e Senato diedero parere favorevole all’incarico. La notizia dell’indagine e le inchieste de Ilfattoquotidiano.it avevano indotto il ministro dell’Ambiente Galletti a valutare il passo indietro, anche su pressione degli ambientalisti del Pd che rilevavano la mancanza di competenze specifiche come richiesto dalla legge istituiva della nuova agenzia. Da allora la nomina è rimasta “congelata”, lasciando scoperta la casella di comando nel pieno travaso dalla vecchia Sogin alla nuova Isin. Nel frattempo, una serie di iniziative per sensibilizzare il governo a prendere una decisione sul caso, anche a costo di ammettere l’errore di valutazione. A novembre altri avevano rivolto analoga richiesta a Giorgio Napolitano. Ma non c’era stato alcun seguito. “Non la firmi”, hanno chiesto gli storici ambientalisti Massimo Scalia e Gianni Mattioli, insieme al fisico Giorgio Parisi e a Vittorio Bardi, presidente dell’associazione “Sì alle energie rinnovabili No al nucleare”. Era anche partita una raccolta firme su Change.org all’insegna del “Presidente non firmi”. Ora il Presidente è cambiato e il discorso rivolto al Parlamento, ispirato ai temi della legalità e della difesa del patrimonio ambientale ha destato nuove speranze di ricevere almeno una risposta dal Quirinale, chiamato a ratificare il decreto di nomina qualora il Consiglio dei Ministri procedesse. Così la lettera (leggi la versione integrale) dei senatori grillini – al momento – risulta la prima iniziativa indirizzata al nuovo Capo dello Stato.

“L’Ispettorato e il suo Direttore – scrivono i parlamentari Cinque Stelle – dovranno sovrintendere a scelte che avranno importanti conseguenze sulle future generazioni, la messa in sicurezza dei lasciti nucleari, la localizzazione, la realizzazione e le attività del deposito nazionale per i rifiuti radioattivi. Una infrastruttura che custodirà la pesante eredità della stagione nucleare italiana, che funzionerà almeno 300 anni (un periodo che copre 15 generazioni). Da qui, l’affondo: “La proposta di Agostini non risponde alle caratteristiche della legge, il suo cv non comprende le competenze che la legge individua”. E sui requisiti di onorabilità pesa ancora l’indagine sui fatti del Miur relativi al 2011: “In un rapporto degli ispettori della Ragioneria Generale dello Stato in merito al lavoro di direzione espletato al Ministero dell’Istruzione da Antonio Agostini, nel quale verrebbe espresso questo giudizio: “Inadeguato a gestire programmi così complessi (…),con profili di illegittimità suscettibili di determinare una configurazione di danno erariale e circostanze penalmente rilevanti”. Antonio Agostini, raggiunto al telefono, si dice fiducioso in un rapido chiarimento degli addebiti e in una prossima convalida dell’incarico da parte del Consiglio dei Ministri. “Non ho ricevuto comunicazioni in proposito”. Se e quando avverrà, quello sarà un banco di prova per il nuovo Presidente, che potrebbe trovarsi a ratificare una nomina contestatissima dalle opposizioni ma difesa dalla maggioranza, su cui incombono le decisioni della Procura.