Efficienza-Fer, “il Governo almeno non ostacoli le imprese”.

Efficienza-Fer, “il Governo almeno non ostacoli le imprese”.

Tante norme e spesso in contraddizione. Carbon tax: se non ora quando? Dibattito al Senato promosso dal M5S con Aicarr, Enea, Free e AssoRinnovabili. Da Quotidiano Energia – di R.M.

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Se il Governo non vuole fare qualcosa per le imprese, perlomeno non le ostacoli. Ha concluso così il senatore dei 5 Stelle, Gianni Girotto, l’incontro promosso oggi a Palazzo Madama per parlare delle difficoltà, incertezze, lungaggini burocratiche che frenano lo sviluppo di efficienza e fonti rinnovabili. “Le aziende hanno bisogno di certezze sul medio lungo-termine per fare investimenti e creare posti di lavoro”, ha detto Girotto.

“Quanta energia spreca la burocrazia?”, era il titolo della conferenza stampa a cui sono intervenuti il presidente di Aicarr, Livio De Santoli, il presidente del coordinamento Free, Gianni Silvestrini, il presidente di assoRinnovabili, Agostino Re Rebaudengo, Gaetano Fasano di Enea e Roberto Vigotti di Res4Med. Nel corso dell’appuntamento è stato anche distribuito un documento (in allegato sul sito di QE), elaborato con il supporto di Aicarr con la rivista Nextville.it e validato da Free, in cui sono elencati i tanti provvedimenti attesi dagli operatori dei settori efficienza e Fer.

Mancanza di programmazione, troppe norme e spesso in contraddizione tra loro, questi i principali rilievi dei relatori. Soprattutto nel caso dell’efficienza l’appello sostanzialmente unanime è stato quello per una semplificazione e migliore coordinamento attraverso l’istituzione di una cabina di regia alla Presidenza del Consiglio. “Se non facciamo così l’efficienza rimarrà solo sulla carta”, ha commentato De Santoli dopo aver messo in evidenza tutte le criticità del D.Lgs 102/2014 per il recepimento della direttiva 2012/27/Ue. “Sfido chiunque a mettere il naso nella marea di norme e capire cosa fare. Siamo nella confusione più totale”, ha aggiunto Fasano.

Silvestrini si è soffermato sulla necessità di promuovere strumenti di finanza innovativa per spingere l’efficienza. Rilanciando poi la carbon tax, “questo è il momento di introdurla visti i bassi prezzi del petrolio”. Ipotizzando una tassazione di 30 euro a tonnellata di CO2 da applicare solo ai trasporti, spiega, si avrebbe un aggravio di 7 centesimi al litro sui carburanti che permetterebbe di recuperare risorse pari a 2,5 miliardi di euro all’anno da destinare a clima e detrazioni fiscali sul lavoro.

“Il settore delle rinnovabili in Italia è bloccato, mentre dovremmo sfruttare questo momento magico del petrolio a 45 dollari per renderci autonomi perché ci vorrà del tempo, ma i prezzi torneranno a salire”, ha dichiarato Re Rebaudengo. Tante opportunità per gli operatori Fer si stanno però aprendo all’estero, soprattutto in Mediterraneo, come ha testimoniato Vigotti. “Andare all’estero va bene, ma non deve essere una fuga”, sottolinea tuttavia Girotto.