La Tav spezza in due Vicenza – Nessuna utilità, solo speculazione per pochi!

La Tav spezza in due Vicenza – Nessuna utilità, solo speculazione per pochi!

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La Tav spezza Vicenza in due parti, rompendo l’unità urbanistica della città patrimonio dell’umanità Unesco per cultura e appunto architettura. L’assurdità del progetto è data soprattutto dal fatto che il treno ad alta velocità non potrà fermare dentro Vicenza, per cui l’opera è doppiamente inutile e dannosa.

Contro lo scempio della città il MoVimento 5 Stelle aderisce quindi alla manifestazione organizzata il 12 gennaio dalle ore 16.30 fino a sera in Piazza Dei Signori, in concomitanza con il Consiglio Comunale che pretende di approvare l’avvio della progettazione della tratta. Invito perciò tutti gli amici veneti a partecipare numerosi.

Il nostro Paese ha bisogno di investire sui treni ordinari dei pendolari (due milioni e mezzo di passeggeri giornalieri, contro le poche centinaia di migliaia delle tratte ad alta velocità), che tutti i giorni viaggiano per lavoro in condizioni troppo spesso pessime; e poi sul potenziamento della logistica Urbana e regionale, che ugualmente ricomprende la maggioranza degli spostamenti giornalieri, quindi si dovrebbe investire su tram e metro urbane che invece si sono visti assegnare dall’ultima legge di stabilità solo spiccioli; si deve ugualmente investire sullo spostamento del traffico merci da gomma a rotaia (ordinaria, non certo veloce). E i cittadini di Vicenza non hanno certo bisogno di opere faraoniche e inutili.

Ma come si è arrivati a questo folle progetto? Pensate che il passaggio dentro Vicenza non era previsto – infatti il tracciato originale correva dritto da Padova a Verona -, anche perché il treno Tav non può tecnicamente fermarsi in città. Ma la variante è stata voluta proprio dal sindaco Variati, che pretende di forzare la storica architettura urbanistica di Vicenza, solo per sostenere tre grandi speculazioni edilizie che daranno il colpo mortale alla città sotto tutti i punti di vista ma soprattutto quello culturale e turistico.

Vicenza non può sopportare l’impatto di un’opera faraonica costituita non tanto dai binari ma da tutte le opere strutturali che il progetto include. Basti pensare che il costo della realizzazione dei binari nella tratta Vicentina ammonta a 3/4 centinaia di milioni mentre le opere complementari in cemento 3/4 miliardi di euro, tra cui demolizione (immotivata) della stazione, costruzione di due nuove stazioni e un tunnel che passa sotto Villa ai Nani a poche centinaia di metri da Villa Capra la Rotonda (entrambe del Palladio).

Capite bene, quindi, la follia del progetto al quale tutta la città si sta ribellando. Associazioni e comitati cittadini sono inorridite e si stanno già mobilitando. E anche il MoVimento 5 Stelle – unica forza parlamentare a fianco di questa causa – fa la sua. I consiglieri comunali del M5S Daniele Ferrarin e Liliana Zaltron stanno tentando di fare tutto il possibile in consiglio e nelle commissioni ma hanno davanti un muro di gomma.

Questo nonostante il Ministero per conto dell’UNESCO abbia chiesto spiegazioni al Sindaco in quanto non esiste il loro nulla osta a tale operazione, anzi, nessuno degli enti preposti è stato interpellato/informato e nessuno studio di compatibilità dell’opera sia stato fatto. L’iniziativa della giunta e della maggioranza è perciò illegittima e prepotentemente irrispettosa dei cittadini.

Per tutte queste ragioni faccio ancora appello a tutti voi chiedendovi di partecipare in tanti, di portare in piazza i vostri familiari e i vostri amici. Dobbiamo essere in tanti a dire NO ALLO SCEMPIO DI VICENZA!