Renzi, da rottamatore a trivellatore anche nella legge di Stabilità

Renzi, da rottamatore a trivellatore anche nella legge di Stabilità

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Adesso abbiamo la certezza che Renzi abbia una precisa strategia per ostacolare lo sviluppo delle rinnovabili, per favorire i petrolieri e le fonti fossili sulla pelle dei cittadini. L’ennesima prova l’abbiamo avuta questa notte, quando con un colpo di mano – intorno alle 3:00 – la maggioranza ha portato in votazione una norma che rafforza gli interessi delle attività legate agli idrocarburi.

Ora è chiaro da che parte sta Renzi. Non certo con i cittadini e con i territori, sacrificati in nome delle logiche di profitto della vecchia industria petrolifera, a discapito della crescita occupazionale nel settore green e dell’ambiente.

Quello che il presidente del Consiglio ha inaugurato l’estate scorsa con lo Sblocca Italia, lo compie oggi nella legge di Stabilità, sulla quale l’esecutivo sta per mettere l’ennesima fiducia annullando ancora una volta la funzione del Parlamento.
Il rottamatore Renzi, che oggi possiamo definire a pieno titolo “trivellatore”, passa come un rullo compressore sui territori, ai quali viene messo di fatto il bavaglio sul proprio futuro.
Questa è la risposta del premier alle Regioni che hanno impugnato lo Sblocca Italia.

Ma andiamo con ordine. Alle 3 di questa la maggioranza vota la norma che taglia le gambe alla discussione. Prima si fa credere che le Regioni abbiano voce in capitolo, poi con un colpo di spugna viene cancellata la facoltà di intervenire se non si è d’accordo con il governo.

Ma c’è di più. In un altro passaggio si dice che la scelta spetta sulle prospezioni petrolifere si può fare solo se il ministero dell’Ambiente e quello dello Svilupo economico sono d’accordo. Ma è solo facciata. Infatti arriva l’ennesimo colpo di mano: sarà quest’ultimo ad avere la parola definitiva.

Renzi, però, ha in serbo altri regali di Natale per i petrolieri. L’emendamento, infatti, assicura ai trivellatori che tutto il processo per lo sfruttamento dei titoli concessori, si estendano non solo a quelli esistenti, ma aprono le porte anche ai futuri appetiti.

Ecco perché quanto accaduto questa notte è un fatto grave, che delinea il vero quadro della situazione: è ormai chiaro che il Governo è sponsor delle attività petrolifere e delle fonti fossili, a discapito dell’industria pulita, dei cittadini, del lavoro e dell’ambiente.