Rai Way aumenta i compensi al Cda e il canone a Mamma Rai va in bolletta elettrica

Rai Way aumenta i compensi al Cda e il canone a Mamma Rai va in bolletta elettrica

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Più soldi ai componenti del Cda.
Da ieri Rai Way – la parte privata della società pubblica – è quotata in Borsa. E la notizia è che aumenteranno i compensi ai consiglieri di amministrazione. Ma la progressione in realtà è un trend che si verifica da qualche tempo. Negli ultimi due anni i compensi per gli amministratori sono saliti del 42,5%. Ovvero da 605 mila euro lordi nel 2011 a 681 mila nel 2012, fino ad arrivare addirittura a 862 mila nel 2013. Fino alla quotazione in Borsa i componenti del consiglio di amministrazione sono stati tre. Da ora diventeranno sette, con l’aumento del gettone da 15 mila euro a 50 mila.

Insomma, Mamma Rai partecipa alla spending review del governo con il prelievo forzato di 150 milioni di euro e per recuperare quei soldini decide di lanciare in Borsa la costola Rai Way. Quei soldi sono il contributo in quota parte della Tv pubblica per gli 80 euro di Renzi.

Il trucco c’è e si vede.
Quello che il Governo non dice (ma ce ne siamo accorti lo stesso) è che quella parte degli 80 euro se li riprende mettendo il canone Rai nella bolletta elettrica.

Per ora è un’ipotesi alla quale stano lavorando i tecnici economici. Ma non ci piace perché non è corretto, né eticamente né giuridicamente. In questo modo, infatti, il canone diventerebbe una vera tassa occulta che pagheranno tutti, compresi quelli che la televisione hanno deciso di non averla. Mentre da punto di vista giuridico la cosa è un pasticciaccio. A dirlo è anche Istituto Bruno Leoni, che spiega: «Agganciare il canone Rai al servizio elettrico lo renderebbe un’imposta nascosta all’interno di una tariffa che è il corrispettivo di un servizio che con la programmazione della Rai non c’entra nulla».