Comunicato stampa – M5S: Governo privo di politiche industriali svende Terna e Snam a banche e cinesi.

Comunicato stampa –  M5S: Governo privo di politiche industriali svende Terna e Snam a banche e cinesi.

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Roma: 13 novembre 2014 – Tramite la Cassa depositi e prestiti, il Governo ha dato un altro duro colpo alla svendita del patrimonio pubblico, annunciando la cessione di quote di minoranza di Snam e Terna, detenute da Cdp Reti Spa, a 33 fondazioni di origine bancaria e alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense. Si parla di quasi 500 milioni di euro, il 14% che si va ad aggiungere a quel 35% che Cdp aveva già deliberato in favore della State Grid Corporation of China. «In questo modo si stanno dando in pasto alle banche e agli investitori stranieri pezzi strategici del settore energetico italiano. Il nostro Paese continua a cedere sovranità in cambio di una logica di profitto a breve termine per far cassa e ripagare i debiti», commenta il senatore Gianni Girotto, capogruppo M5S in X commissione Industria, turismo e commercio. L’Enel cinese, come è stata ribattezzata la State Grid Corporation of China, che controlla la State International Developement Limited (Sgid) si approprierà del 35% del capitale sociale internamente di proprietà della Cassa Depositi e Prestiti per un ammontare di 2101 milioni di euro. A questi si aggiungono altri 500 milioni. Ma l’Italia sta per perdere un pezzo importante del proprio patrimonio. «Voglio ricordare – sottolinea il senatore 5 Stelle – che l’attività di svendita sta avvenendo senza alcun confronto parlamentare e al momento sono sconosciute le cause. Ribadiamo come M5S che sarebbe stato opportuno aprire almeno una discussione trasparente per approfondire i motivi che hanno portato il Governo a scegliere la strada della svendita senza vagliare altre possibilità. Come M5S avevamo già evidenziato in diverse interrogazioni quali fossero i rischi dell’operazione, sottolineando la necessità e l’importanza di non perdere pezzi di patrimonio pubblico come la rete elettrica di Terna o Snam.»

Gianni Girotto, Castaldi Gianluca – M5S  X Commissione Industria Senato

Scarica l’interrogazione presentata sulla vendita di Cdp reti ai Cinesi.

 

Senato della Repubblica – Legislatura 17, Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02781 –

7 ottobre 2014, seduta n. 324 – GIROTTOCASTALDI – Al Ministro dello sviluppo economico. –

Premesso che:

il 31 luglio 2014 la Cassa depositi e prestiti SpA (Cdp) ha comunicato che l’amministratore delegato, Giovanni Gorno Tempini, e il presidente di State Grid international development limited (SGID), Zhu Guangchao, hanno firmato l’accordo per la cessione a SGID di una quota del 35 per cento del capitale sociale di Cdp Reti SpA, a un prezzo pari a 2.101 milioni di euro;

la SGID è l’operatore finanziario internazionale della State Grid corporation of China, controllata dal Governo cinese, classificatasi settima nella graduatoria mondiale delle 500 più grandi società “2014 Fortune global 500”, ed è la più grande utility al mondo. La missione della società è quella di fornire energia elettrica sicura, economica e per lo sviluppo sociale ed economico del Paese. Ilcore business dell’azienda è la costruzione e la gestione della rete energetica che copre 26 province, regioni autonome e municipalità cinesi;

Cdp Reti è una società interamente di proprietà della Cassa depositi e prestiti che detiene una partecipazione pari al 30 per cento del capitale sociale di Snam SpA, il gruppo italiano integrato che presidia le attività regolate del settore del gas, gestisce i grandi gasdotti e gli stoccaggi di metano, le infrastrutture essenziali per la sicurezza nazionale e come tali qualificate strategiche ai sensi della normativa nazionale ed europea;

prima del closing della cessione, atteso nei prossimi mesi a seguito delle approvazioni governative e antitrust, ove richieste dalla disciplina vigente, la Cassa conferirà a Cdp Reti la propria partecipazione in Terna SpA (pari al 29,851 per cento del capitale sociale), operatore italiano leader nelle reti di trasmissione di energia elettrica;

a SGID saranno riconosciuti diritti di governance a tutela del proprio investimento nella società. In particolare, SGID potrà nominare 2 amministratori su 5 del consiglio di amministrazione di Cdp Reti e un membro su 3 del collegio sindacale della società. Inoltre, SGID godrà di un diritto di veto rispetto all’adozione, da parte sia del consiglio di amministrazione sia dell’assemblea dei soci di Cdp Reti, di alcune particolari delibere;

al fine di rafforzare la cooperazione fra le parti, Cassa depositi e prestiti e SGID hanno stabilito che, sulla base delle esigenze operative di Cdp Reti, SGID potrà proporre il nominativo di uno o due candidati che concorrano alla gestione operativa della società. La decisione finale in merito spetterà, in ogni caso, all’organo competente di Cdp Reti. Inoltre, SGID avrà diritto a designare un amministratore nei consigli di amministrazione di Snam e Terna;

nell’accordo è stabilito un divieto reciproco di trasferimento delle partecipazioni in Cdp Reti per un periodo di 2 anni a partire dal closing; dopo tale data i trasferimenti delle partecipazioni saranno soggetti al diritto di prima offerta dell’altro socio;

considerato che:

l’ingresso del più grande operatore di reti energetiche del mondo, espressione diretta degli interessi dello Stato cinese, con una quota rilevante del 35 per cento, non potrà non avere una significativa influenza sulle scelte del management, anche in considerazione della stretta collaborazione in atto tra Petrochina ed Eni, a sua volta controllata da Cassa depositi e prestiti e dal Ministero dell’economia e delle finanze, nello sfruttamento e destinazione verso l’Asia del gas estratto dai nuovi giacimenti del Mozambico;

la rivista on line “Formiche” il 1° agosto 2014 ha pubblicato un articolo dal titolo “Snam, Terna e cinesi in Cdp Reti, tutti i nodi e gli enigmi politici” a firma di Michele Arnese, secondo il quale «Diversi addetti ai lavori che hanno seguito il dossier hanno rimarcato come il silenzioso via libera politico arrivato dal Governo si è innestato sull’atarassia della Presidenza del Consiglio dei ministri sulla questione golden power, sotto cui ricadrebbe il caso Cdp Reti. Peccato che l’atteso decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di disciplina della normativa che è subentrata alla golden rule non è stato ancora firmato dal premier. In altri termini i cinesi sono entrati in due asset strategici e due uomini di State Grid siederanno nel cda di Cdp Reti e anche in Snam e Terna, senza che sia stato emanato il provvedimento che regola operazioni del genere da parte di soggetti esteri. Un vuoto normativo colmato evidentemente da una volontà politica, forse non solo per consentire a Cdp di far cassa»;

secondo quanto riportato da “Quotidiano energia”, nell’articolo pubblicato nello stesso giorno, intitolato “Focus. Cdp Reti e la Cina più vicina – State Grid avrà poteri di veto e un posto nei Cda di Snam e Terna. I potenziali conflitti di interesse e i rischi geopolitici. Faro Ue?”, la conclusione dell’accordo potrebbe determinare un conflitto di interessi di carattere internazionale. A tal proposito viene fatto riferimento al caso in cui nel «Cda di Snam si discute su un’infrastruttura strategica che serve a diversificare le fonti di approvvigionamento gas, magari alternative a quelle dalla Russia. Visto che Pechino e Mosca hanno legami sempre più stretti sul gas, anche allo scopo di mettere pressione sulla Ue, il consigliere cinese (rappresentante di una società di Stato) potrebbe andare a riferire al suo Governo, e quest’ultimo a quello russo. Magari i consiglieri di State Grid in Cdp Reti potrebbero tentare di esercitare il loro potere di veto (ancora non è noto quali siano quelle “particolari delibere”) allo scopo di evitare quell’investimento. Anche sotto forma di “ricatto” su altre decisioni importanti, se non su quella direttamente»;

della decisione formalizzata nell’accordo, firmato da Cassa depositi e prestiti e SGID a palazzo Chigi alla presenza del Presidente del Consiglio dei ministri, il Parlamento e i singoli Ministeri sono venuti a conoscenza solo attraverso la stampa, che ha riportato dichiarazioni del Ministro dell’economia, Gian Carlo Padoan, e del presidente di Cdp, Franco Bassanini,

si chiede di sapere:

quali siano state le valutazioni sull’impatto che le decisioni assunte dal Ministro dell’economia potrebbero avere sulla strategia energetica nazionale;

quali conseguenze l’accordo avrà in Grecia, dove China Grid partecipa come concorrente di Terna all’acquisizione della quota di maggioranza di “Independent power transmission”, gestore della rete elettrica ellenica, con il manifestarsi della situazione dove controllante e controllata competono per lo stesso obiettivo, e se la strategia complessiva di penetrazione nell’area mediterranea da parte cinese sia stata effettivamente valutata;

se sia stato acquisito il parere dei servizi di sicurezza nazionale, anche in considerazione del fatto che la partecipazione al consiglio di amministrazione della Cdp Reti porterà a diretta conoscenza del Governo cinese informazioni di rilevante interesse strategico, di sicurezza, commerciali e di politica internazionale dell’Italia.