#Bollettaelettrica meno cara si può. Chi rema contro?

#Bollettaelettrica meno cara si può. Chi rema contro?

Billetes de euro atados en un enchufe naranja

«Il taglia bollette di Renzi è stato un fallimento. Il premier aveva promesso un taglio del 10% sulla bolletta della luce degli italiani e invece il conto è salito di 1,7%. Noi del M5S abbiamo fatto i conti e abbiamo scoperto che è possibile ridurre immediatamente il costo di 10 miliardi di euro – gli stessi 10 miliardi che Renzi ha stornato da altri capitoli di spesa per gli 80 euro». Così il senatore a 5 Stelle Gianni Girotto durante la conferenza stampa in streaming sui costi dell’energia, il 14 ottobre dalla sala Nassirya del Senato.

Perché se il costo all’ingrosso dell’energia continua a scendere, si chiede Girotto, la bolletta della luce sale? «C’è qualcosa che non va in questa legge di mercato», spara ironico il senatore grillino. Qualcuno ci sta marciando sopra? Una cosa è sicura, spiega, ovvero che i produttori italiani di energia hanno margini di guadagno molto più alti dei loro competitor europei.
Dal 2009, tra il costo all’origine dell’energia (Pun) e quello fatturato nelle bollette degli italiani (Pe), c’è una differenza di 25 euro/Mwh. Un distacco imbarazzante, secondo Girotto, visto che l’aumento delle bollette della luce è aumentato del 53% negli ultimi 10 anni. Da cosa dipende? Innanzitutto dal fatto che l’Autorità per l’energia non ha ancora rivisto la struttura della bolletta, dentro la quale si trovano i risparmi. Basterebbe attuare tutti i provvedimenti del decreto competitività per rimetterci sui binari giusti.

Cosa fa salire così tanto la bolletta della luce? Sostanzialmente da oneri e sussidi che vengono chiesti impropriamente agli italiani. Solo alcuni esempi: si possono risparmiare soldi sugli oneri nucleari – ora i cittadini pagano 300 milioni di euro all’anno per smantellare le centrali atomiche, anche se non viene fatto; oppure cancellando i 48 milioni per il 2013 e 2014 al rigassificatore Olt mai acceso di Livorno (oltre 20mln anno); o ancora intervenendo sulla norma sull’interrompibilità. Poi ci sono i soldi buttati per gli Interconnector coi Balcani: si parla di 800 milioni di euro di investimenti per costruire un elettrodotto che serve a importare energia dalla Serbia. Il costo di quell’energia ci costerebbe 950 milioni di euro l’anno, ovvero il doppio che se la producessimo da noi. Ma l’elenco non è finito: se si cancellasse il Capacity Payment, se si sterilizzasse l’Iva, che potrebbe essere spalmata solo sul prezzo all’ingrosso di energia, anziché su quello finale in bolletta, allora il conto sarebbe meno salato.

«Riteniamo che queste misure siano strategiche per la ripresa economica del nostro Paese e la tutela dei consumatori, che hanno bollette ormai troppo pesanti rispetto ai redditi e spesso sono oggetto di comportamenti poco corretti da parte dei grandi produttori», dice il senatore Girotto.

Agli interventi strutturali in bolletta, va affiancata una vera politica industriale che favorisca una maggior produzione di energia da fonti rinnovabili. «Anche su questo punto i conti ci danno ragione: le rinnovabili non hanno controindicazioni, anzi, producono un beneficio in termini assoluti sui costi dell’energia al dettaglio e sulla salute pubblica, nemmeno paragonabili ai danni delle fonti tradizionali». Senza contare che un incremento di queste generazioni renderebbe il nostro Paese meno dipendente dall’estero, con un rafforzamento della propria posizione internazionale.

La ricetta del M5S è lunga. E nella lista c’è anche la proposta dell’introduzione della Carbon Tax, così come hanno già fatto altri paesi del mondo. Una tassa sui combustibili fossili servirebbe a reperire risorse importanti, oltre che a sancire il principio che “chi inquina paga”.

Anche per Feder Consumatori le soluzioni a 5 Stelle funzionano. Rosario Trefiletti, presidente dell’associazione, è chiaro: «Ridurre il prezzo dell’energia per le famiglie è possibile e lo si può fare in pochi passaggi. Bisogna aumentare il potere d’acquisto degli italiani anche tagliando la bolletta elettrica». Mentre per il presidente di Adusbef Elio Lannutti, c’è una strozzatura di mercato da parte dei produttori di energia. «Viviamo una condizione sostanziale di monopolio che non fa bene ai diritti dei cittadini. Ecco perché, anche grazie al lavoro del senatore Girotto e di tutto il M5S che ha portato la voce dei cittadini nelle istituzioni, abbiamo presentato una denuncia all’Antitrus sui costi dell’energia. Basta con le illusioni ottiche degli 80 euro di Renzi – conclude –, perché i conti non tornano su altri fronti».