Questa volta il Clima l’ha raffreddato il ministro dell’Ambiente

Questa volta il Clima l’ha raffreddato il ministro dell’Ambiente

TAGLIO 40% CO2 ENTRO IL 2030 OBIETTIVO UE PER SALVARE CLIMA

In attesa del Consiglio europeo sul clima del 24 e 25 ottobre prossimo ieri a Roma c’è stato un convegno sui cambiamenti climatici, dal titolo Europa 2030 – Obbiettivi ambiziosi per la lotta ai cambiamenti climatici e l’energia. L’incontro è stato organizzato da Greenpeace, Legambiente e Wwf. Illustri figure scientifiche internazionali, parlamentari italiani e rappresentanti di alcune delle organizzazioni ambientaliste di primo piano si sono alternati al banco dei relatori, nella sala Protomoteca del Campidoglio. Convitato di pietra, invece, il ministro dell’Ambiente Gianluigi Galletti. Mentre per lo Sviluppo economico era presente un funzionario.

Mossa poco elegante – secondo il giudizio del M5S -, dal momento che l’Italia sta vivendo il suo semestre europeo e dovrà dirigere il traffico al prossimo Consiglio europeo sull’Ambiente. Di cambiamenti climatici e politiche di rilancio della green economy dovrebbe occuparsi quotidianamente.
Ma anche la stampa questa volta ha disertato rumorosamente l’evento, evidentemente considerando l’argomento marginale.

«L’appuntamento dei prossimi 23 e 24 ottobre sarà decisivo nella definizione dell’accordo sugli obiettivi al 2030 che riguardano clima ed energia», dicono gli organizzatori. «I principali network ambientalisti – insistono – si aspettano che il Consiglio trovi un accordo ambizioso sui target e che sia in grado di contribuire alla ratifica di un accordo globale durante la COP di Parigi». Qual è, dunque la posizione dell’Italia rispetto ai target e quale ruolo vuole svolgere come Presidenza di turno), si chiedono ancora.

Nelle intenzioni degli ideatori, il convegno ha voluto mettere in evidenza la rilevanza per il futuro della Ue e del pianeta delle decisioni che prenderà l’Unione Europea. Ecco perché le questioni ambientali, economiche e sociali devono essere accompagnate dalla massima visibilità e confronto delle idee, sottolineano.

Al di là però della delusione per la defezione di Governo e media, il Movimento 5 Stelle insiste sulla necessità di rispettare gli obbiettivi di riduzione delle emissioni di CO2, che dovranno raggiungere un meno 55% entro il 2030, attraverso un risparmio complessivo di energia derivata dai combustibili fossili e un incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili del 45%, promuovendo politiche di efficientamento energetico.