L’Ecobonus è il carburante per la ripresa economica

L’Ecobonus è il carburante per la ripresa economica

efficienza energetica 2-1

 

Combinare ripresa economica e creazione di nuovi posti di lavoro non è una fantasia, a patto che al centro dell’agenda di Governo ci siano interventi riguardanti l’efficienza energetica. A dirlo sono i massimi esperti nel settore, a partire dal direttore esecutivo dell’agenzia Aie (Agenzia internazionale per l’energia) Maria van der Hoeven, all’apertura dei lavori del Verona Efficiency Summit di mercoledì 8 ottobre.

L’obiettivo, secondo l’esponente di Aie, che ha illustrato l’Energy efficiency market report 2014, è quello di ridurre la domanda globale di energia, intensificando gli investimenti e le politiche di settore. Come riporta Sergio Ferraris su Tekneco.it, l’efficienza energetica, secondo la var der Hoeven, è il “primo carburante” delle più grandi economie dell’Aie. Con gli investimenti degli ultimi 4 decenni, l’Europa ha risparmiato più energia di quanta ne abbia consumata nel solo 2011: una cifra che corrisponde al valore pari a quello di un intero continente.

I numeri sono incoraggianti. Nel prossimo decennio potremmo muoverci a ritmo di 3,5 miliardi di euro d’investimento nel settore, con la conseguente creazione di 1.600.000 posti di lavoro – cifre  Se i dati economici sono positivi, lo sono anche di più gli effetti sul clima e sulla salute pubblica. Di quel passo si potrebbe ridurre l’inquinamento atmosferico – in particolare nei centri abitati e nelle aree circostanti, tagliando le emissioni di CO2 di circa 60 milioni di tonnellate entro il 2020, con un risparmio energetico di circa 50 milioni di Mwh. Sarebbe una piccola rivoluzione.

Ecco perché chiediamo al Governo di stabilizzare l’Ecobonus almeno fino al 2020 e non per i prossimi 3 anni, come invece sembra che si voglia fare. Il risparmio energetico del 20% è un obbiettivo non rinviabile, ed entro il 2030 dovremo portare la produzione di energia da fonti rinnovabili al 45%, riducendo i gas serra del 55% rispetto al 1999. Si deve intervenire in modo strutturale per risollevare il Paese dalla crisi economica, limitando gli effetti disastrosi dei cambiamenti climatici, che non sono fattori contingenti e occasionali.