Ecobonus nella tempesta.

Ecobonus nella tempesta.

Da http://www.tekneco.it/bioedilizia/ecobonus-nella-tempesta/.

Ecobonus nella tempesta. Come ogni anno arriva il balletto sull’ecobonus che non è sicuro e potrebbe diminuire, favorendo il sommerso – di Sergio Ferraris, 07 ottobre 2014.

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È di nuovo bufera sull’ecobonus. Secondo le dichiarazioni che il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ha fatto a Firenze a margine della cerimonia celebrativa dei 50 anni dell’inaugurazione dell’Autostrada del Sole, il provvedimento sarà presentato in finanziaria, ma sarà prorogato solo per un anno, portando la detrazione al 50%, il livello più basso di sempre per l’incentivazione fiscale degli interventi d’efficienza energetica.

«Sono certo che nella legge di stabilità questo provvedimento ci sarà – ha detto Lupi – e si completerà quindi con il decreto sblocca Italia, che mette quattro miliardi di euro a disposizione. Nel giugno del prossimo anno gli effetti della legge di stabilità saranno in opera. Nella legge di stabilità è prevista ancora la ristrutturazione, solo che si abbassa dal 65 al 50 per cento. Quindi se noi interveniamo lo facciamo perché questo provvedimento è uno dei pochi che ha funzionato. Ricordo a tutti, e l’ho ricordato anche al ministero dell’Economia e alla Ragioneria dello Stato che non si prevedevano cinque miliardi di euro in più, aggiuntivi, e che sono arrivati da questo provvedimento. Credo quindi che ci sarà ancora la proroga di questo provvedimento».

Incertezza e diminuzione degli incentivi sono stati quindi gli ingredienti dell’interevento di Lupi sui quali bisogna fare un’ulteriore riflessione. Portare al 50% la detrazione per l’efficientamento energetico, sulla quale gravano, è bene ricordarlo, anche oneri come una progettazione complessa e la certificazione, significa abbassare al 36% la detrazione cosa che consente un forte ritorno al sommerso. Se infatti teniamo conto dell’Iva, che sulle ristrutturazioni è del 10%, del mancato pagamento di tasse sui redditi e della contribuzione ci si accorge facilmente che i margini di manovra per chi voglia “praticare uno sconto” in cambio di pagamenti in nero, sono ben più ampi del 36% di vantaggio fiscale per l’utente finale.

Sulle dichiarazioni di Lupi i merito all’ecobonus è intervenuto il senatore pentastellato Gianni Girotto, componente della X commissione Industria del Senato, secondo il quale: «le dichiarazioni apprese sui quotidiani del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, sulla proroga di un solo anno dell’ecobonus per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e la sua probabile riduzione della percentuale detraibile dal 65% al 50% mostrano chiaramente ancora una volta che la prioritá politica di questo Governo non è la ripresa economica ma la tutela di interessi particolari». Per Girotto i dati forniti da Enea e Cresme mostrano come negli scorsi anni l’ecobonus ha generato molti piú benefici con ricadute dirette nell’economia, nell’ambiente e nella salute rispetto alla spesa sostenuta.

«Piú volte, raccogliendo le istanza presentate da tutte le realtá produttive del Paese, abbiamo proposto come M5S al Parlamento di intervenire per stabilizzare l’ecobonus almeno fino al 2020 con una riduzione graduale della percentuale detraibile», ha proseguito Girotto che ha anche rimarcato l’accordo tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil dal quale emerge che la proroga delle misure di sostegno fino al 2020, con una normativa orientata a promuovere l’uso delle tecnologie piú efficienti può generare un effetto cumulato nel decennio di un aumento della produzione diretta ed indiretta di quasi 240miliardi di euro, la creazione di circa 1,6milioni di posti di lavoro è un incremento del Pil medio dello 0,6% annuo.

E a confermare il fatto che l’ecobonus sia una misura popolare e utilizzata sono arrivati i dati di Enea, relativi al 2013. «Il numero delle pratiche inviate nel 2013 supera i 355mila, con un aumento di circa il 35% rispetto al 2012. – si legge in una nota dell’Enea- Altrettanto positivi i risultati in termini sia di risparmio energetico, con un incremento del 25% circa rispetto all’anno precedente, sia di investimenti, che raggiungendo quasi i 3,5 miliardi di euro evidenziano un aumento di circa il 20%. Da queste prime anticipazioni sembraevidenziarsi l’efficacia dell’innalzamento dell’aliquota incentivante dal 55% al 65%, e ciò risulta ancora più significativo in un contesto di crisi economica del settore dell’edilizia».