Democrazia Digitale

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Ci risiamo, puntuale come da anni a questa parte purtroppo, esce l’ennesimo articolo/denuncia che descrive come l’Italia stia continuamente peggiorando le sue “prestazioni” su una delle infrastutture indispensabili al progresso, e cioè le Telecomunicazioni, in particolare l’accesso ad Internet ad alta velocità, insomma la cosidetta “banda larga”.

L’articolo non è dell’ultimo dei giornalisti, ma di GianAntonio Stella, ma a prescindere dalla firma, non fa che riportare gli impietosi dati delle classifiche Internazionali, che ci vedono appunto scivolare sempre più giù e di molto, nella velocità, e quindi ricordiamo per i meno esperti, nell’usufruibilità reale di uno strumento che, è ufficialmente per tutti, crea opportunità di sviluppo, posti di lavoro, progresso.

Uno strumento che in questo momento è in mano a un ristretto oligopolio di fatto, mentre la rete fisica è in mano praticamente al monopolista Telecom, anche se a stessa infrastruttura è stata realizzata in decine di anni con i soldi pubblici, per essere poi “regalata” ad un ristretto gruppo di imprenditori che l’hanno comprata “a debito”, cioè indebitando la stessa società che andavano ad acquisire. E’ questo che la politica vuole?

Uno strumento la cui infrastruttura potrebbe svilupparsi “di lato”, cioè anziché usando linee “fisiche”, vuoi di rame vuoi fibre ottiche (molto costose da implementare ovviamente, e quindi ad appannaggio dei soliti oligopoli), usando le onde radio, con infrastruttura migliaia di volte più economiche e flessibili, che già oggi vedono competere appunto più di un migliaio di operatori (con un milione e mezzo di clienti) molto dinamici, intraprendenti e slegati agli oligopoli classici appunto… E’ questo che la politica vuole?

Uno strumento che consente agli utenti di informarsi molto meglio, cioè da molte più fonti, molto più velocemente, molto più imparzialmente… E’ questo che la politica vuole?

Parlando con i rappresentanti di quel migliaio di operatori “Wireless” (via radio), risulta che non sanno ancora cosa il decreto “Sblocca-Italia” comporterà per il loro mercato, auspico quindi che il Governo non vada a deprimere, dopo le Fonti di Energia Rinnovabile, anche un altro settore strategico come quello delle Telecomunicazioni. O è quello che la Politica vuole?