Riciclaggio plastica = 47.000 nuovi posti di lavoro!

Riciclaggio plastica = 47.000 nuovi posti di lavoro!

Oggi si è consumato l’ultimo atto del Senato prima della pausa estiva (che milioni di Italiani non possono permettersi), con l’approvazione delle famigerate “riforme Costituzionali” che ora continuano la loro corsa (ed impiego di tempo dei Parlamentari) alla Camera dei Deputati.

Ma ben altri sono i provvedimenti che gli Italiani aspettano. La creazione di nuovi posti di lavoro rimane infatti la priorità delle priorità per il Paese.

Più volte abbiamo parlato delle ristrutturazioni edili, delle Energie rinnovabili e della filiera legno boschi come fonte di nuovi posti di lavoro, in questo articolo vorrei aggiungere il settore del riciclaggio, partendo dalla plastica.

In buona sostanza, il potenziamento del riciclaggio della plastica consentirebbe di risparmiare le mai sufficienti risorse nazionali e mondiali, creare occupazione e ridurre l’impatto ambientale.

il riciclaggio esercita circa il doppio dell’impatto del conferimento in discarica. Più dettagliatamente, riciclare una tonnellata di rifiuti frutta circa 78 euro in più in termini di salari e stipendi che smaltire gli stessi rifiuti in discarica.

Oltre a ciò anche la filiera degli impianti e macchinari è quasi tutta europea.

E invece cosa succede? Succede che questi “rifiuti” prendono le strade dei Paesi esteri, qualche volta in maniera legale, ma più spesso per vie illegali, ed infatti non abbiamo nemmeno dei dati sufficientemente precisi del fenomeno, ma sappiamo solo essere molto, molto rilevante.

Per chi vuole approfondire qui il link al rapporto dell’Associazione dei Riciclatori plastica Europei, mentre di seguito il sunto delle proposte per migliorare la situazione del riciclaggio.

 

COME INCREMENTARE IN MODO EFFICIENTE IL RICICLO DELLA PLASTICA IN ITALIA?

In Europa il tasso di raccolta per avvio a riciclo della plastica stagna attorno al 26%. Di queste 2.400.000 tonnellate vengono perse tra discarica e recupero energetico senza essere riutilizzate in nuovi prodotti.

Plastics Recyclers Europe raccomanda l’uso delle quattro politiche sottoindicate per uscire da questa insostenibile situazione. L’adozione di queste politiche incrementerà il tasso di riciclo delle materie plastiche al 62%, creando – in Italia – 47.000 nuovi lavori “green” ed assicurando 1.450.000 tonnellate di plastica sostenibile prodotta localmente.

1. ECODESIGN

Progettare prodotti che siano facili da raccogliere, selezionare e riciclare è la condizione-base per aumentare le quantità di prodotti da riciclare; attraverso leve di incentivo-punizione (fiscali o di contributo ambientale) è possibile indirizzare le scelte dell’industria in tal senso;

2. MIGLIORAMENTO DELLA RACCOLTA E DELLA SELEZIONE

Occorre promuovere la raccolta e la selezione di qualità: le plastiche devono avere una raccolta con contenitori separati per permettere di raggiungere una buona qualità attraverso una raccolta e selezione separate dagli altri materiali. Sistemi a cauzione sono uno strumento utile per far crescere i tassi di raccolta di materiali specifici mentre la raccolta e selezione a monte può essere migliorata incrementando le capacità locali e la consapevolezza del consumatore;

3. OBIETTIVI DI RICICLO

Innalzare gli obiettivi di riciclo è il primo passo verso una società del riciclo. Per spostarsi verso una società che fa un uso efficiente delle risorse, gli attuali obiettivi di riciclo devono essere incrementati almeno al 60%;

4. BASTA DISCARICA/MAGGIOR CONTROLLO DELLE ESPORTAZIONI

Occorre estendere e rinforzare i divieti di conferire in discarica le plastiche al 2020. Questo stimolerà investimenti in raccolta, selezione e riciclo.

Occorre anche chiarire le regole di esportazione dei rifiuti plastici fuori dai confine Europei ed intensificare i controlli.