La tragedia di Refrontolo e i cambiamenti climatici

La tragedia di Refrontolo e i cambiamenti climatici

Ancora una volta un episodio meteorologico violento si trasforma in tragedia.

Innanzitutto voglio esprimere sentite condoglianze ai familiari delle vittime, veramente sentite condoglianze.

Ma queste tragedie DEVONO insegnarci qualcosa. Vorrei sottolineare e ribadire con forza infatti che queste cosidette “bombe d’acqua”, questi fenomeni meteorologici“estremi”, stando così le cose, saranno purtroppo sempre più comuni. Non lo dico naturalmente io, ma gli esperti meteorologici e climatici, che sottolineano che questa è una delle più immediate conseguenze dei mutamenti climatici in atto.

Le attività dell’uomo, i suoi massicci processi industriali e relative immissioni nell’atmosfera di quantità spaventose di gas chiamati appunto “climalteranti”, hanno ROTTO IL DELICATISSIMO EQUILIBRIO meteoreologico del pianeta.

Queste violente esplosioni della natura sono come gli sbuffi e fischi di una pentola a pressione che ha raggiunto il punto nel quale non c’è la fa più e deve “sfogarsi” appunto facendo uscire un po’ di vapore…

E’ arrivato, e anzi passato da un pezzo, il momento che si cambi definitivamente il nostro modo di produrre e consumare, il momento che qualunque attività umana non modifichi la situazione della natura che ci circonda, ma sia a “impatto zero”, nel senso che gli inquinanti vengano neutralizzati, e l’anidride carbonica prodotta sia pari a quella consumata. Non deve più essere accettato il concetto di “Esternalità”, intese come conseguenze negative ambientali e sanitarie che non vengono pagate dall’azienda che le produce ma viceversa dalla collettvità tutta.

CHI INQUINA PAGHI! E’ un principio Comunitario. Le tecnologie ci sono ma non vengono adottate soprattutto a causa delle pressioni delle lobbies industriali/finanziarie che ora guadagnano cifre immense e non pagano i danni che provocano.

A livello Comunitario ci sono fior di Direttive in tal senso, così come è stato dato un chiaro indirizzo affinchè il processo di “decarbonizzazione” acceleri, e si adottino le misure di efficienza energetica e le fonti rinnovabili per dire basta all’utilizzo dei combustibili fossili.

A livello di Paese Italia è ugualmente l’ora che la gestione del territorio venga priorizzata. Come ho proposto in una conferenza stampa alcuni mesi fa, tornare a fare una seria politica di gestione creerebbe migliaia di posti di lavoro e contribuirebbe anche a recuperere quell’indipendenza energetica che si può raggiungere assieme alle altre c.d. “Fonti Rinnovabili” che invece vengono osteggiate perchè sottraggono mercato alle “fossili”, abituate da decenni a enormi e facili guadagni.

Se invece lasciamo che a vincere sia il “business as usual”, cioè il “continuiamo così” i meteorologi ci avvisano: questi fenomeni di precipitazioni estremamente violente, diventeranno sempre più comuni.

Alla Politica la scelta delle azioni da adottare, ai cittadini il compito di scegliere i Politici giusti.