Le idee del Governo sulla competitività: sì all’amianto e no all’energia pulita.

 

Tra i tanti emendamenti presentati dal M5S al Dl competitività e bocciati dalla maggioranza, due in particolare trattavano questioni molto calde.

La prima riguarda l’amianto. Il M5S aveva proposto di istituire un microfondo di 5 milioni di euro per il 2014 e 10 milioni per il 2015 al fine di finanziare interventi di rimozione dell’amianto dai tetti, anche con parallela installazione di pannelli fotovoltaici.

Il secondo emendamento bocciato permetteva invece la stabilizzazione dell’ecobonus per gli interventi di ristrutturazione edile sino al 2020. Una norma appoggiata a parole da tutti i Partiti, poi ripudiata nel momento della verità.

Due sconfitte per la salute dei cittadini, l’occupazione e l’ambiente.

La maggioranza ha trovato lo spazio nelle pieghe del decreto per norme non virtuose o addirittura pericolose, come lo “spalma-incentivi” e l’estensione del diritto di credito ad imprese di assicurazione e società di cartolarizzazione, ma non per garantire due provvedimenti dai quali avrebbero benefici i cittadini tutti.

Sull’amianto non servono altre parole, ma è bene ricordare a riguardo delle energie rinnovabili che i continui ostacoli aggiungi negli ultimi tempi hanno sottratto 60.000 posti di lavoro in un solo anno, dal 2011 al 2012. Se mancano ancora i dati per gli ultimi due anni, è certo che la direzione viziosa non è stata invertita. Il Governo Renzi prosegue nell’attacco all’energia pulita, tutelando e rilanciando i soliti interessi del fossile.