La retroattività non è più un dogma? Bene, andiamo avanti allora!

La retroattività non è più un dogma? Bene, andiamo avanti allora!
Con il decreto legge appena emesso dal Governo uno dei principali dogmi giuridici viene smantellato – la retroattività – cioè il fatto che una legge non può andare a toccare cose successe in passato, ma provvedere solo per il presente e il futuro.
Il Governo infatti ha deciso che un determinato trattamento economico, sancito da un contratto tra privati e lo Stato anni fa, non vada più bene e vada cambiato.

Il Governo afferma che lo fa per una buona causa, cioè recuperare degli “extraprofitti” ingiustificati accumulati negli ultimi anni da alcuni soggetti.
Ma allora se questa è la motivazione, ammesso e non concesso sia corretta, a questo punto ora nulla osta a proseguire in questa linea di condotta, ed andare a recuperare molti altri extroprofitti, tra l’altro quantitativamente molto maggiori; mi aspetto dunque che il Governo a breve:

– Emani una vera TTF (tassa sulle transazioni finanziarie) sulle operazioni infragiornaliere, che apportano quadagni per miliardi di euro agli speculatori senza creare nulla di positivo per il mondo reale;

– Emani una vera Class action, al posto di quella attuale, anche in questo caso per recuperare miliardi di euro da comportamenti illeggittimi delle grandi multinazionali che rimangono quasi sempre impuniti stante la potenza economica e quindi la capacità di difesa nei tribunali di questi grandi operatori;

– Emani delle disposizioni per recuperare gli “extraprofitti” che stanno incamerando tutti coloro che hanno acquistato titoli di Stato anni fa, che avevano rendimenti alti, a fronte di un tasso di sconto bancario ora dello 0,15% e di dichiarazioni che parlano di “tassi negativi” per i conti correnti.

– Emani finalmente una legge che vada a recuperare gli “extraprofitti” di tutti coloro che percepiscono pensioni superiori ai diecimila euro senza aver versato dei contributi proporzionati e congrui;

– Emani una legge per far pagare retroattivamente le esternalità negativi di tutte le industrie che hanno inquinato l’ambiente, risparmiando quindi enormi cifre che sono certamente classificabili ora come “extraprofitti” (e non lo dico io ma il Tribunale di Rovigo che ha appena sentenziato contro Enel e i suoi mancati interventi di adeguamento degli impianti della sua centrale termoelettrica);

– Ecc. ecc. ecc.

O forse gli “extraprofitti” sono intollerabili sono per le Rinnovabili e non per tutti gli altri speculatori?